Dietro gli scuri | contenuti extra
Il progetto
Il podcast Dietro gli scuri. L’ultimo inverno della Banda Carità ripercorre le azioni svolte dalla Banda Carità a Padova tra la fine del 1944 e la Liberazione dell’aprile 1945.
In questi sei mesi Palazzo Giusti, un antico palazzo nobiliare nel cuore di Padova, si trasforma in una prigione in cui vengono detenuti, interrogati e torturati moltissimi partigiani, arrestati grazie all’aiuto di spie e delatori. A gestire la prigione sono gli uomini di Mario Carità, un fascista della prima ora che dopo l’8 settembre aggrega attorno a sé un reparto speciale, una vera e propria banda di uomini senza scrupoli che non esitano a usare anche la violenza più efferata pur di ottenere i loro scopi.
E, attraverso la tortura, riescono ad arrestare molti importanti esponenti della Resistenza veneta. Nelle stanze di Palazzo Giusti si incontrano così decine di prigionieri. Tra loro ci sono docenti universitari, staffette, studenti, operaie, esperti di esplosivi, sacerdoti, medici, giovani renitenti alla leva e semplici fiancheggiatori colpevoli di aver dato aiuto ai partigiani.
Il podcast racconta le loro storie e quelle dei loro aguzzini, per ricostruire una pagina di storia che dopo la guerra la città di Padova ha preferito rimuovere e dimenticare.
Perché questa storia
La storia della Banda Carità, delle sue azioni, delle sue vittime, è una vicenda piccola e locale, in cui però sono presenti tanti ingredienti universali: è una storia di coraggio, di tradimenti, di ideali e di violenza. Una storia di persone disposte a mettere in gioco tutto pur di affermare la propria idea di società, e di altre che invece preferiscono chiamarsi fuori dal conflitto, evitare di prendere posizione.
La vicenda si svolge in un momento storico drammatico e cruciale della storia recente dell’Italia, quello della guerra civile che ha visto i partigiani contrapporsi all’esercito della Repubblica Sociale Italiana, alleato dei nazisti. Questo periodo storico, straordinariamente doloroso, non è mai stato davvero elaborato dal nostro Paese, che ha preferito chiudere in un cassetto la memoria di tanti fatti accaduti in quei tragici mesi, forse per non fare i conti fino in fondo con le proprie responsabilità.
Proprio per questo abbiamo scelto di raccontare questa storia: a ottant’anni di distanza dai fatti, vogliamo aprire uno squarcio nel silenzio che ha circondato le vicende che si sono svolte a Palazzo Giusti, per ricordare i loro protagonisti ma anche per provare a comprendere perché questa storia è stata dimenticata, e quali sono state le conseguenze di questa rimozione.
Il titolo
Al fredo, drio dei scuri,
i padovani i scolta l’agonia dei partigiani.
“Dietro gli scuri” è la traduzione italiana di un verso di una poesia scritta in dialetto veronese da Egidio Meneghetti, prorettore dell’università di Padova, fondatore del Comitato di Liberazione Nazionale del Veneto e prigioniero di Palazzo Giusti.
La poesia, scritta dopo la fine della guerra, si intitola “Partigiana nuda” ed è ispirata alla vera storia di Erminia Gecchele, nome di battaglia “Lena”, una giovane operaia e combattente vicentina detenuta, abusata e torturata a Palazzo Giusti. Nella poesia, la ragazza viene derisa e umiliata dagli uomini della Banda Carità mentre i padovani, muti e impotenti, si limitano ad ascoltare le grida dei partigiani torturati da dietro gli scuri, le imposte delle loro case.